Cesare Pavese - L'esaurimento nervoso
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Brani scelti: CESARE PAVESE, Il mestiere di vivere (Torino, Einaudi 1952).
Succede di notte, quando comincio a assopirmi. Ogni rumore - scricchiolio di legno, frastuono in strada, grido lontano e improvviso - mi risucchia come un gorgo, un repentino e ondeggiante gorgo, in cui mi crolla il cervello e crolla il mondo. Nell'attimo attendo il terremoto, il finimondo.
È un residuo della guerra, delle bombe aeree? È una raggiunta consapevolezza della possibile fine universale? Esaurimento - è una parola - ma che cosa significa? È piacevole, un sussulto leggero come d'ubriachezza, e mi riprendo a denti stretti. Ma se un giorno non ce la faccio a riprendermi?