Perché Cyrano de Bergerac è da sempre un'opera che emoziona - di Carlo Picca

Perché Cyrano de Bergerac è da sempre un'opera che emoziona - di Carlo Picca

Chi non conosce la bellissima storia di Cyrano de Bergerac? La celebre commedia teatrale in cinque atti pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918) ed ispirata alla figura di Savinien Cyrano de Bergerac, fra i più estrosi scrittori del seicento francese.

Opera che sin dai suoi esordi è stata segnata da un grandissimo successo. Fu portata in scena per la prima volta il 28 dicembre del 1897 al Théâtre de la Porte-Sain-Martin di Parigi, avendo come protagonista un celebre attore del tempo, Benoît-Constant Coquelin, lo stesso che gliela aveva commissionata.

Il commediografo la scrisse a cinque anni di distanza dal clamoroso flop, avvenuto appunto nel 1892, di un suo precedente e primo in assoluto lavoro, Les Deux Pierrots, espressamente scritto per la Comédie-Française. Il Cyrano, grazie all'eccezionale trionfo di pubblico e di critica, consacrò Rostand fino al punto d'essere insignito della Legion d'onore ed eletto membro dell'Académie française.

Nel tempo, tanti sono stati i rifacimenti e le contaminazioni in vari campi artistici per quest'opera. E di recentissima fattura è anche un bellissimo film, Cyrano, Mon Amour, una pellicola di genere commedia del 2018, diretto da Alexis Michalik, con Thomas Solivérès e Olivier Gourmet. Qui si racconta con molta suggestione di come probabilmente Edmond partorì l'opera. Ovvero, volendo narrare una passione per una donna con la quale sentiva profonde affinità elettive.

Un desiderio che non poté avere compimento ma che restò inappagabile e ricco di turbamento nei confronti di costei. Nell'aiutare un amico a conquistare questa dama meravigliosamente bella egli si innamora di lei e si nasconde dietro di lui facendo dire a questi quello che vorrebbe dirle. Una sorta di amante platonica, perché lui sposato con prole, non riesce a far altro, se non innamorarsi, con le sue vene romantiche, di lei come fosse una musa intangibile e dalla vitale libertà.

Come rappresentasse un'idea che risveglia, che fa sognare e tende sempre a farci avvertire luminosi. Un sentimento intenso di innamoramento, indispensabile per essere felici, perché se non ci si sente innamorati, che felicità c'è ? E per questo che Cyrano non smette mai di emozionare con il suo amore per Rossana, perché ella non è una donna, ma una dea, un'immagine romantica che non potendo mai essere toccata si presenta così: come una divinità,  che Rostand venera con i suoi versi, e a cui tutti aspiriamo perché a ben vedere ci fa sentire vivi nel museo degli adulti.

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