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Brani scelti: EDGAR ALLAN POE, Gli omicidi della Rue Morgue, 1841.
Brani scelti: BERTOLT BRECHT, Vita di Galileo, 1938-56.
Brani scelti: EMILY DICKINSON, Non esiste un vascello veloce come un libro, (Le stanze di alabastro, SE 2003).
Brani scelti: CHARLES BAUDELAIRE, Scritti sull'arte (Torino, Einaudi 1971).
Brani scelti: VIRGINIA WOOLF, Le tre ghinee, 1938
Brani scelti: UMBERTO ECO, Bustina di Minerva (1998).
Brani scelti: UMBERTO GALIMBERTI, Il gioco delle opinioni (Milano, Feltrinelli 1989).
Brani scelti: ITALO CALVINO, Perché leggere i classici, (Milano, Mondadori 1995).
Il titolo è redazionale, cioè mio. Insulso, ma rende l'idea: è quel che si direbbe un titolo didascalico. Non a effetto: l'effetto lo lascio volentieri tutto alla lettura del brano. Lui è una delle menti più disincantate e lucide, ciniche e malinconiche, acute e ironiche del Novecento: ma dalle sue parole emerge sempre la seduzione dell'arte, della letteratura per le intelligenze della mente e del cuore.
Brani scelti: ROBERTO RIDOLFI in "La Bibliofilia", Firenze, Leo S. Olschki, anno L (1948), pp. 217-218.