Giorgio Manganelli - Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere

Brani scelti: GIORGIO MANGANELLI, Il Padrino, (Lunario dell'orfano sannita, Milano, Adelphi 1991).
Non ho letto, né leggerò, finché ragione mi assista, il romanzo Il Padrino; già il fatto che un libro sia romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie. Quando poi un libro è delle dimensioni dei Promessi Sposi, lo si può leggere solo se è I Promessi Sposi; ora, di libri grossi come I Promessi Sposi che siano I Promessi Sposi, ne esiste solo uno, ed è appunto I Promessi Sposi; e non ultima menda del Padrino è appunto quella di non essere I Promessi Sposi.
Tuttavia, il piacere che un lettore di professione prova a non leggere Il Padrino è di natura modesta, di qualità semplice, di intensità mediocre. Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente Scheiwiller, "non l'ho letto e non mi piace". Il vero, estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica i nomi delle strade, e solo con luce favorevole. Per un lettore medio, scartare Il Padrino è un gioco da ragazzi. È un blando piacere negativo, come quello di non venire arrestati, che ci succede quasi tutti i giorni.
da La Rivista
Libri antichi di letteratura
Angelo Poliziano - L'elegantissime stanze & La favola di Orfeo - Padova, Giuseppe Comino 1749/51
POLIZIANO ANGELO. L'elegantissime stanze incominciate per la giostra del magnifico Giuliano di Piero de' Medici. Edizione seconda padovana adornata della vita dell'Autore scritta dal Serassi. In Padova, presso Giuseppe Comino, 1751SCHEDA COMPLETA
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