Giuseppe Mazzini - Lettera autografa a Odoardo Villani - Settembre 1847 (e cedola di finanziamento)
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Giuseppe Mazzini - Lettera autografa a Odoardo Villani - Settembre 1847 (e cedola di finanziamento)

MAZZINI GIUSEPPE.  Lettera autografa a Odoardo Villani. Londra (19 Cropley Street, New North Road), Manoscritto cartaceo, cart. sec. XIX, Settembre 1847.

Mm. 130 x 100, pp. (4). Con acclusa cedola [mm. 170 x 130 – data 27 Settembre 1847] del Fondo Nazionale Italiano autografata da Giuseppe Mazzini, Antonio Gallenga e Giuseppe Giglioli con cui si attestava il ricevimento del contributo di lire 5 da parte dello stesso Odoardo Villani [i tre sottoscrissero la circolare del 1° agosto 1847 dell'Associazione nazionale per la creazione di un Fondo nazionale destinato a promuovere la rivoluzione italiana]. Documentazione perfettamente conservata. Giuseppe Mazzini nel 1837 cominciò il lungo soggiorno a Londra (che, con alcune interruzioni, durò fino al 1868), dove raccolse attorno a sé esuli italiani e persone favorevoli al repubblicanesimo in Italia, dedicandosi, per vivere, all'attività di insegnante dei figli degli italiani. Qui conobbe e frequentò anche diverse personalità inglesi, tra cui Mary Shelley, Anne Isabella Milbanke (vedova di Lord Byron, idolo di gioventù di Mazzini), il filosofo ed economista John Stuart Mill, Thomas Carlyle e sua moglie Jane Welsh, lo scrittore Charles Dickens, che finanziò la sua scuola. Nello stesso quartiere di Mazzini visse anche Karl Marx. Sempre a Londra, nel 1850, per reagire alla caduta della Repubblica Romana e in continuità con essa, Mazzini fondò il Comitato Centrale Democratico Europeo e il Comitato Nazionale Italiano, lanciando il Prestito Nazionale Italiano, le cui cartelle portavano appunto lo stemma della Repubblica Romana del 1849 e l'intitolazione del prestito diretto unicamente ad affrettare l'indipendenza e l'unità d'Italia. La diffusione delle cartelle nel Lombardo-Veneto ebbe come immediata conseguenza la ripresa dell'attività cospirativa e rivoluzionaria. Interessantissima e lunga lettera di Giuseppe Mazzini a Odoardo Villani (cappellaio romano e storico corrispondente di Mazzini), che insieme a Tancioni e Cassarini organizzò una Congrega finalizzata all'organizzazione del lavoro degli operai in Italia. Odoardo Villani fu perlatro finanziatore (come ben si evince dalla cedola allegata al presente documento) dei progetti rivoluzionari mazziniani insieme ad altri operai attivi politicamente in altre parti d'Italia, Tra le righe del documento si percepisce chiaramente il clima politico che precedeva i moti del 1848: la vita di Mazzini a Londra, la tensione crescente con Vienna e il ruolo di papa Pio IX: “l'intervento è deciso, ma ogni giorni vi sono ordini e contrordini”; “dovrò assentarmi nei primi d'Ottobre [ndr da Londra], per tornare dopo un mese se mai le cose durassero nello status quo. Siccome l'intervento potrebbe aver luogo durante la mia asssenza e impedirmi il ritorno, sarà bene, ripeto, che facciate la vostra offerta prima”; “senza le agitazioni e il fermento del 43 e 44, a Pio IX non sarebbe venuto in testa di prendere l'altra via”; “potete a ogni modo vivere certi, che questo sarà l'ultimo sacrifizio al quale sarete invitato da me [...] Possa essere il vostro esempio seguito”; “vorrei che faceste sapere a Berni che aspetto tuttavia e desidero una risposta da lui. Faccia egli pure per una volta tanto, questo sforzo in nome del paese, e non se ne parli pù. Addio: amato sempre il vostro amico e fratello Gius. Mazzini”.

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