Il celebre Pinocchio stampato da Tallone: Collodi - Le avventure di Pinocchio - 1951 (illustrato)
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Il celebre Pinocchio stampato da Tallone: Collodi - Le avventure di Pinocchio - 1951 (illustrato)

COLLODI CARLO.  Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. Parigi, A. Tallone editore, 1951 (10 Novembre).

Cm. 27 x 15,5, pp. 268 (18). Con 77 splendide illustrazioni xilografiche di Carlo Chiostri n.t. Opera stampata con raffinato carattere Caslon corpo 12. Brossura editoriale (conservata entro custodia in cartonato telato con titolo al dorso) con titoli in rosso e in nero e piccola illustrazione di Chiostri. Presente anche il rarissimo cofanetto editoriale. Tracce di polvere e piccole macchiette limitate al cofanetto esterno protettivo. Trascurabili segni del tempo. Esemplare nel complesso fresco e ben conservato. Ricercata prima edizione talloniana di Pinocchio tirata in 750 esemplari non numerati. Testo a cura di Marino Parenti, basato su quello della prima edizione del 1883. In fine precede l'indice la "Notizia sul Pinocchio nell'edizione originale e nella presente" sempre di Marino Parenti. "Chiostri fu il secondo illustratore delle "Avventure di Pinocchio"... Elegante, secco, limpido nel segno, sempre fedele a se stesso e sempre immediatamente riconoscibile, Chiostri prestò a Pinocchio un'immagine appena un po' diversa da quella che gli fu data da Mazzanti, ma, almeno a nostro avviso, non fu il primo che tradì la sostanza collodiana del volume, bensì l'artista che tradusse in disegni l'immagine più profonda che esso possiede. Figurativamente Collodi è proprio, in massima parte, vicino al Chiostri del Pinocchio... Il secondo Pinocchio erra in uno spazio delicatamente lontano e vicino al tempo stesso: a Chiostri riesce un'operazione difficile e sottile, quella per cui i dati oggettivi, grazie ad un lieve ma coerentissimo trattamento deformante e alla contaminazione a cui essi vanno soggetti con elementi fantasmatici e irreali, si trasfigurano e appaiono come sognati, cioè possiedono la doppia natura di un'immagine chiaramente rammentata, ma immersa in una luce assurda che modifica e spegne i riferimenti reali e propone nuovi misteriosi contorni" (cfr. Antonio Faeti, Guardare le figure, Einaudi 1972, pp. 63-65). Cfr. anche Iccu; Pellizzari, LXI.

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