Due capolavori rinascimentali : Thomas More - Utopia & Erasmo - Stultitiae laudatio - Paris 1777
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Due capolavori rinascimentali : Thomas More - Utopia & Erasmo - Stultitiae laudatio - Paris 1777

MORE THOMAS.  De optimo reipublicae statu, deque nova insula Utopia, libri duo. Londini & venit Parisiis, apud Barbou, via Mathurinensium, 1777.

Pp. xxviii, 204. Alcune belle vignette, xilografiche e in rame. Preceduto da: ERASMUS DESIDERIUS ROTERODAMUS. Moriae enkomion: stultitiae laudatio. Desiderii Erasmi declamatio. Londini & venit Parisiis, apud Barbou, via Mathurinensium, 1777. Pp. xvi, 169 (3) Bellissima antiporta incisa finemente in rame da De Longueil su disegno di Gravelot, con raffigurazione allegorica della "Pazzia regina del mondo”, alcune belle vignette a terzo di pagina. Due opere in un volume di cm. 15,5. Bellissima legatura coeva in piena pelle con titoli su tassello in pelle e ricchi fregi in oro al dorso. Piatti inquadrati da triplice filetto, dentelles e tagli dorati, bella carta decorata alle sguardie. Trascurabili segni del tempo. Ottimo esemplare, da alta collezione. Prima opera: Raffinata e rara edizione parigina uscita nella collezione Barbou di questo assoluto capolavoro filosofico-politico del Cinquecento. Il testo di Thomas More è preceduto da un'introduzione metodologica dell'editore e da numerose epistole dei principali umanisti del tempo. L'opera esprime il sogno rinascimentale di una società pacifica dove è la cultura a dominare e a regolare la vita degli uomini. L'autore descrive il viaggio immaginario di Raffaele Itlodeo in una fittizia isola-repubblica, abitata da una società ideale ispirata alla Repubblica di Platone. Ciò che inizialmente ispirò Tommaso Moro alla stesura di Utopia fu, probabilmente, la traduzione dal greco al latino di alcuni scritti di Luciano che egli operò congiuntamente con Erasmo da Rotterdam, in particolare di un dialogo in cui Menippo, un drammaturgo greco, scende negli Inferi e racconta il suo viaggio. Cfr. Iccu; Brunet, II, 1037; Graesse, II, 495. Seconda opera: Pregevole edizione dell'Encomium moriae seu laus stultitiae, uno dei capolavori della letteratura rinascimentale, nonché il testo erasmiano più diffuso al tempo. Attraverso la metafora della pazzia, già usata da Sebastian Brant nella Nave dei folli, Erasmo delineò una sferzante parodia del suo tempo e più in generale della dottrina scolastica medievale. Nelle prima pagine trova collocazione la celebre dedicatoria indirizzata da Erasmo a Tommaso Moro. Cfr. Iccu; Brunet, II, 1037; Graesse, II, 495; Cohen-De Ricci, col. 348: "Joli frontispice par Gravelot, gravé par de Longueil. Le dessin original du frontispice, a' la sepia, par Gravelot, etait chez Philippe de St.-Albin".

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